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Jimmy Dean Jimmy Dean

regia di Cristiano Pecalli


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  • Grazia Mariantoni (Raffaela Cosimi)
  • Michela Cembran
  • Lorena Monaco
  • Donatella Prosperi (Katia Monaco)
  • Sara Saksida
  • Elena De Cecco
  • Giordana Tagliacozzo
  • Andrea Salvo (Simone Battorti)
  • Alessandro Conzina
  • traduzione Francesco Cutazzo
  • collaborazione tecnica Roberto Curatolo
  • scene Alessandro Antonello
  • costumi a cura del gruppo
  • aiuto regia Grazia Mariantoni
  • Regia Cristiano Pecalli
  • con la partecipazione straordinaria del blues-man Maurizio Zangrando
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JIMMY DEAN, JIMMY DEAN” tratto dal film “Come Back to the 5 & Dime, Jimmy Dean, Jimmy Dean” di Ed Graczyk, traduzione di Francesco Cutazzo.

Brevi note di presentazione:

L’azione si svolge a metà degli anni ’70 (precisamente nel 1975), nell’arco di poche ore tra la tarda mattinata e il primo pomeriggio, all’interno di un “polveroso drugstore”, il FIVE & DIME del titolo, di un piccolo paese (McCARTHY) del grande TEXAS che negli anni ’50 era assurto per breve tempo alla notorietà in quanto nelle vicinanze vennero girate alcune scene del film “IL GIGANTE”, l’ultimo girato da James Dean morto in un incidente stradale a bordo della sua Porche prima che il film stesso fosse completato.
In occasione del ventesimo anniversario della morte del divo, alcune ex componenti del piccolo vecchio club “Disciples of Jimmy Dean” vi si ritrovano. Sarà l’occasione per un bilancio di quello che la vita ha riservato ad ognuna di loro e anche l’occasione per qualcuna di affrontare la verità su alcuni avvenimenti accaduti vent’anni prima.
L’avvicendarsi, a volte sovrapponendosi, di passato e presente, il continuo rifugiarsi degli altri personaggi (chi più chi meno) all’interno di schemi di vita che si desidera fissi e immutabili rappresentano efficacemente le “paure” più profonde della società americana (e non solo) degli anni ’50, e non a caso l’autore affida alla presenza inaspettata e volutamente provocatoria del transessuale Joe (tabù con cui solo ora la Società sembra voler in qualche modo confrontarsi) l’effetto destabilizzante che da solo provoca lo “specchiarsi senza maschera” degli altri personaggi e con essi, forse, di noi stessi.

Note di regia

Nella ricostruzione del “FIVE & DIME”, anche per una questione di organizzazione pratica, si è puntato sull’essenzialità degli elementi piuttosto che sulla quantità. I flash-back, veri passaggi portanti della storia, sono sottolineati dal semplice e ripetitivo uso delle luci. L’utilizzo del proscenio e della stessa platea oltre a rispondere ad un esigenza di spazi e facilitare le frequenti entrate e uscite delle attrici impegnate sono un tentativo di coinvolgimento più diretto dello spettatore che ha così modo sia di apprezzare, anche se solo in modo accennato, il lavoro che attori e tecnici svolgono dietro “le quinte” sia di sentirsi partecipe anche fisicamente della messa in scena. 

Recensioni

RASSEGNA Bella messa in scena con i giovani attori del Teatro Incontro - Jimmy Dean, un mito a S, Giovanni
TRIESTE Un bel testo teatrale di Ed Graczyk da cui nel 1982 fu tratto un film ha costituito un'ottima prova per i giovani attori di Teatro Incontro che lo hanno portato sul palcoscenico di s. Giovanni per la regia di Cristiano Pecalli. «Jimmy Dean, Jimmy Dean» si svolge all' interno di un drugstore, il Five & Dime, di un piccolo paese del Texas nelle vicinanze del quale furono girati gli esterni del film «Il gigante», protagonista James Dean morto in un incidente d'auto poco prima che finissero le riprese.
E  intorno  al  mito  dell' eroe di «Gioventù bruciata» ruotano le sette protagoniste femminili della storia, tutte membri di un fan club intitolato al suo nome che si danno appuntamento esattamente vent'anni dopo la sua morte (nel settembre del 75). In un continuo alternarsi di flashback che si incastrano uno nell'altro ciascuna donna ricostruisce i propri drammi personali che si inquadrano sullo sfondo di una desolata provincia americana degli anni '50, con le sue fobie, pregiudizi, insicurezze. Emergono contrasti forti che culminano nella figura emblematica del transessuale Joe e nella presenza di un preteso figlio del celebre attore che porta il suo stesso nome, Jimmy Dean. Divismo, mitomania, isterismo si mescolano all'atmosfera opprimente dell'arido autunno texano. Poi cadono le maschere e ciascuno si trova a dover affrontare la propria verità.
Una scenografia essenziale e una regia accorta hanno sottolineato i cambiamenti di tempo e gli stati d'animo con sensibili variazioni di luce mentre gli appropriati interventi musicali del bluesman Maurizio Zangrando hanno creato un'eloquente, suggestiva cornice. Liliana Bamboschek  (IL PICCOLO 12 FEBBRAIO 2007)

Mitico James Dean del Teatro Incontro
TRIESTE Teatro Incontro ha presentato alla rassegna della Barcaccia il testo «Jimmy Dean, Jimmy Dean» di Ed Graczyk tratto dalla sceneggiatura dell’omonimo film di Altman, per la regia di Cristiano Pecalli.
Come avviene in tutte le produzioni della compagnia la messa in scena rigorosa, essenziale ma esaltata da un abile gioco di luci e, in questo caso, l’impatto di una colonna sonora dal vivo (grazie agli interventi suggestivi del bravissimo bluesman Maurizio Zangrando) sono stati affiancati da una recitazione irreprensibile da parte del cast di attrici, tutte all’altezza della situazione. I personaggi, infatti, sono donne mentre gli uomini appaiono come ombre evocate dal passato o inafferrabili nel presente che però hanno un peso schiacciante nella vita delle protagoniste. Queste sono le componenti di un funclub dedicato al mitico James Dean, fondato negli anni ’50 in un polveroso e sperduto drugstore del Texas, che si ritrovano a vent’anni di distanza dalla morte del loro idolo.
Ogni donna ha vissuto un suo dramma personale in qualche modo collegato con l’eroe di «Gioventù bruciata» che nei pressi della cittadina texana era capitato con tutta la troupe cinematografica per le riprese del film «Il gigante». Il contatto col grande divo, l’improvvisa notorietà del piccolo paese coinvolto ha avuto un effetto d’onda sui suoi abitanti suscitando sentimenti, infatuazioni morbose, drammi che trovano un epilogo dopo vent’anni.
Tra le rivelazioni che si susseguono a colpi di fulminanti flashback c’è la presenza di un presunto figlio dell’attore, quel Jimmy Dean continuamente evocato che sulla scena non compare mai.
Liliana Bamboschek (il Piccolo 8 aprile 2008)

BARCACCIA  IL TEATRO INCONTRO PROPONE UNA COMMEDIA SU JAMES DEAN
Il mito dell’eroe bello e impossibile che muore tra i rimpianti in giovane età
 
I grandi miti del cinema, specie se muoiono giovani e in modo drammatico e repentino, lasciano dietro di sé una scia che attraversa le generazioni e avvolge i cuori dei più giovani di un’amorosa nostalgia e di una passione che poi gli anni della maturità dimenticano o al limite ricordano con una distaccata ma bonaria irrisione. La commedia “Jimmy Dean, Jimmy Dean”, allestita dal “Teatro Incontro” con la regia di Cristiano Pecalli sabato 5 e domenica 6 aprile al Teatro dei Salesiani per la stagione della Barcaccia, mette in scena contemporaneamente queste due fasi della vita, ambientandole in un drugstore di un piccolo paese del Texas divenuto noto negli anni ’50 in quanto nelle vicinanze vennero girate alcune sequenze del film “Il Gigante”. Alcune ammiratrici scatenate di James Dean si ritrovano a 20 anni dalla sua morte nello stesso locale frequentato in gioventù, quando il divo era ancora in vita. Attraverso continui balzi temporali si passa dall’effervescente passato, in cui intorno alla pacata e ragionevole Juanita (una bravissima Grazia Mariantoni), gestrice del drugstore, si muovono con frenesia le scatenate fans che hanno dato vita al club “Discepole di James Dean”, al grigio e triste presente in cui le antiche sodali si ritrovano simulando all’inizio la stessa euforia di un tempo, quando il mondo era bello solo perché ad abitarlo c’era un essere meraviglioso come James Dean. Ma il tempo non è passato invano e le ebbrezze giovanili non hanno resistito al suo lento e crudele lavoro di erosione, cedendo il passo a drammi privati e famigliari che hanno definitivamente tolto la maschera ad ogni illusione. La volitiva e procace Sissi (Michela Cembran), l’estatica e ispirata Mona (Donatella Prosperi), la cinica ma briosa Stella (Elena De Cecco), la goffa e imbranata Edna (Giordana Tagliacozzo), l’ambiguo Joe (Katia Monaco) divenuto nel frattempo una donna (Sara Saksida), tutte hanno perduto quelle dorate illusioni di cui James Dean era il sacro scrigno. Così nel finale cade ogni maschera e una ad una le “discepole” ormai senza guida confessano i propri fallimenti e le proprie frustrazioni. L’amarezza e il disinganno sembrano prendere il sopravvento, ma è solo un’altra illusione, perché le vecchie amiche fanno la promessa di rivedersi sempre lì dopo vent’anni, per ricordare ancora quel giovane attore dall’aria triste e ribelle il cui tenero ricordo è sopravvissuto nei loro cuori, anche sotto il peso del disincanto e della delusione. Temi delicati e toccanti, per uno spettacolo sorretto da una regia che ha saputo risolvere con un tocco semplice ma efficace lo sdoppiamento temporale e soprattutto tenuto in piedi dal talento, dalla serietà e dall’impegno di tutte le protagoniste.
A.S. (Vita Nuova 11 aprile 2008)


Rappresentazioni e repliche

10, 11 febbraio 2007 - Teatro San Giovanni - Trieste
Sabato 5 aprile 2008 – ore 20.30;  Domenica 6 aprile 2008 -  ore 17,30 Teatro dei Salesiani (La Barcaccia)  Via dell'Istria, 53 Trieste
Domenica 5 ottobre 2008 ore 16.30 Rassegna a Tema Teatro Silvio Pellico -  Via Ananian
domenica 22 novembre 2009 il Teatrino - via weiss 13 Trieste
  Rassegna "si accendono le luci..."




 
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