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PERLAMORDIDDIO! Testo e Regia di Sandro Rossit
Teatro Silvio Pellico - Via Ananian, 5/2 – Trieste Sabato 20 maggio 2006 ore 21.00 Domenica 21 maggio 2006 ore 17.30 Ingresso 6.00 Euro | - SIMONE BATTORTI
- CRISTIANA CATTUNAR
- ANDREA D’OSTUNI
- MIRIAM DILORENZO
- STEFANO FAVRETTO
- GIOVANNA GRANBASSI
- TULLIO GRILLI
- PATRIZIA PIN
- MARCO REGIS
- GIORGIA SCARPA
- BARBARA SLOBEZ
e la partecipazione di ELENA DE CECCO e KATIA MONACO Scene e costumi A CURA DEL GRUPPO Collaborazione ai costumi AURORA PRESOT Suono RAFFAELA COSIMI Collaborazione al trucco SILVIA GERZELI Mixaggio e Grafica SIMONE BATTORTI Musiche originali e Regia SANDRO ROSSIT
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Presentazione e note di regia
Siamo alla fine del Quattrocento e sulla Terra dilagano la perversione e i vizi sessuali più ignobili: notizie al riguardo giungono per esempio da Napoli, che sotto l'assedio del re di Francia è divenuta ormai un'enorme caldaia in cui ribollono istinti carnali di indicibile bestialità. Ma anche i Romani non sono da meno e, tra essi, un ruolo di primo piano viene occupato dallo stesso Papa Alessandro Sesto, al secolo Rodrigo Borgia, il quale nonostante l'approssimarsi della Pasqua si mostra invischiato in un reticolo di torbide passioni terrene e di loschi complotti. In Cielo, perciò, le Divinità sono "inevitabilmente" costrette a indire una riunione straordinaria per escogitare la punizione più efficace da inviare agli uomini, i cui sconsiderati comportamenti sessuali impongono per l'appunto un freno definitivo. Alla riunione viene invitato anche il Diavolo, poiché si intuisce ben presto che quest'ultimo - pur avendo un carattere difficile - è sicuramente il più dotato dei mezzi intellettuali e materiali per il raggiungimento dello scopo. Infatti la soluzione migliore non consisterà, come prospettato inizialmente,in una distruzione completa della razza umana sul modello del diluvio universale,ma nella creazione di "un influsso", cioè di un veleno subdolo e insieme seducente capace di insinuarsi in modo inesorabile in tutti quegli individui che si rendessero colpevoli di atti sessuali non rispondenti ad una necessità puramente riproduttiva, lasciando tuttavia a ciascun trasgressore l'opportunità di una redenzione personale attraverso il pentimento e l'ammissione dei propri peccati. A un certo punto tale "sostanza", altamente patogena e contagiosa, sarà perfino incarnata in una reale forma fisica, ma non avrà mai un nome né una precisa definizione scientifica: è l’espediente attraverso cui l’autore può così slegarsi da ogni pur valido riferimento storico e orientare l’attenzione del pubblico anche verso qualche sindrome morbosa più vicina alla sensibilità (o alle paure) del nostro tempo. Mescolando la provocazione e il divertimento scenico, lo sberleffo nei confronti di certi pregiudizi e una sincera tensione spirituale, con "Perlamordiddio!" Sandro Rossit si è voluto liberamente ispirare all'opera "Il Concilio d'amore" del tedesco Oskar Panizza (1853-1921), un medico- filosofo-musicista- letterato quasi sconosciuto in Italia, ma nella cui vicenda umana e artistica emergono alcuni dati significativi: un padre irascibile e passionale con origini italiane; una madre di assoluta fede protestante in una regione come la Baviera con forte componente cattolica; un processo con la condanna nel 1895 a un anno di prigione per “oltraggio alla religione” proprio in seguito alla pubblicazione del testo citato; e infine la sifilide, malattia "vergognosa" per le cui complicazioni psichiatriche Panizza viene rinchiuso in manicomio, dove trova la morte dopo ben sedici anni e mezzo.
Nella realizzazione dello spettacolo si è puntato a una messinscena essenziale, con ogni singolo attore impegnato a interpretare diversi ruoli e a potenziare tutte le risorse del linguaggio teatrale pur agendo in spazi limitati o non tradizionali. Il grottesco e spesso paradossale dispositivo scenico ideato da Sandro Rossit anche in qualità di regista non cancella tuttavia un profondo bisogno di scuotere la coscienza degli spettatori: lo spettacolo vuole soprattutto mettere in discussione l’atteggiamento apparentemente sano di chi, in nome di una presunta superiorità morale, fomenta ancora oggi l’immagine di un Dio collerico e vendicativo,da sempre pronto a scatenare il giusto castigo su quella parte di umanità che osa macchiarsi di certe oscure e intollerabili colpe. Rappresentazioni
21 e 22 maggio 2006 al Teatro Silvio Pellico di Trieste
10 giugno 2006 alla sala polifunzionale di Sagrado (Gorizia). Recensioni 
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