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Stage e Laboratori

 

 

SEMINARIO TEATRALE docente: Davide Dolores
“Raccontare / raccontarsi”

inizio corso 4 giugno 2011

Il seminario si prefigge lo scopo di conferire ai partecipanti un approccio ad un possibile metodo “psicotecnico” per attivare le emozioni in scena.
Le tappe per arrivare a un buon esito del percorso psicotecnico, possono essere così riassunte:
studio del testo per una comprensione profonda del sottotesto; ricerca dei “ganci” per l'attivazione emotiva; studio dei piani d'ascolto (con se stessi, con il partner/ambiente, con il pubblico).
Sei giorni di lavoro di 8 ore  distribuiti su tre fine settimana
Date: sabato 04 - domenica 05 giugno; sabato 11 - domenica 12 giugno; sabato 18 - domenica 19 giugno 
LABORATORIO SULLA COMUNICAZIONE TEATRALE - docente: Maurizio Soldà
inizio corso: venerdì 8 ottobre 2010

Il laboratorio si propone di formare gli allievi soprattutto sul legame fra forma comunicativa e testo teatrale. Questo è il principio della scrittura teatrale, intesa come azione drammatica.
Il fine del progetto sarà di comunicare una forma-contenuto pregna, in relazione al testo che si affronta.
A tal proposito la lezione verrà divisa in due parti, nella prima si lavorerà sugli elementi costitutivi del teatro e nella seconda si applicheranno questi elementi al testo teatrale
Alla fine del corso ci sarà un saggio che consisterà in una rappresentazione aperta al pubblico.
Si tratta di un laboratorio aperto a tutti in quanto ognuno si esprimerà a seconda delle proprie possibilità.
Il laboratorio implica da parte dell’allievo un necessario grado di disponibilità e una presenza continuativa, in quanto il risultato finale sarà una rappresentazione e, se a metà del corso vengono a mancare delle parti il risultato è negativo anche per tutti gli altri.
Al termine degli incontri verrà rilasciato un attestato di frequenza.

SAGGIO FINALE -  "Madre Coraggio " pièce di Bertolt Brecht


LA COMMEDIA DELL'ARTE - docente: Luigi Ottoni
dal 28 al 31 maggio 2009  (circa 20 ore)

Cenni storici, artistici ed elementi  peculiari che caratterizzano la Commedia dell'Arte, una delle forme espressive fondamentali per la storia del teatro, che ha dominato per due secoli e mezzo (dal XVI al XVIII secolo) le scene di tutto il mondo di allora.
Esame della struttura di base di un canovaccio, dei personaggi e degli attori più importanti della Commedia dell'Arte, degli archetipi delle maschere, della funzione e costruzione recitativa della maschera intesa come interprete  di un linguaggio universale riferito al personaggio che rappresenta.
Schemi base del movimento del “personaggio maschera” (testa, braccia, gambe, passi, andatura e atteggiamenti) sperimentando quei fondamenti del movimento delle maschere non solo indossandole, ma anche trasferendo a tutto il corpo un atteggiamento adeguato a far vivere la maschera stessa in differenti situazioni.
Il costo del mini corso/stage è di euro 80.00da versare entro il primo giorno di inizio corso.  La maggior parte dell'introito sarà devoluto all'associazione degli artisti senza frontiere.
Al termine del corso sarà rilasciato un attestato di frequenza a coloro che avranno assicurato una buona presenza.

LABORATORIO DI TEATRO - docente: Aldo Vivoda
febbraio-aprile (trimestrale) da Giovedì 5 febbraio 2009
Approccio alle maschere e al gioco scenico, approccio al personaggio e al testo, improvvisazione teatrale

In questo laboratorio saranno ripresi gli argomenti sviluppati nel trimestre precedente, quali:
 Il gioco serio del Teatro
 1) Ludico a teatro - Attraverso il gioco ognuno scopre le proprie caratteristiche teatrali. Ogni persona ha in se un potenziale comico-tragico.
 2) Momento Presente - Un momento vitale è il momento presente…Se rimaniamo“qui e ora” centrati sul processo creativo senza pensare al risultato, e alle parole prestabilite, possiamo semplicemente rilassarci nel sentire e creare.
 3) Improvvisazione - L'improvvisazione teatrale non è né un ripiego né una soluzione provvisoria. Il suo obiettivo è catturare dalla vita di ciascuno la spontaneità delle reazioni che seguono una situazione determinata.
 4)Maschere - La maschera obbliga l'attore ad un doppio lavoro: la ricerca della verità di uno stato d'animo e la traduzione di questa emozione in segni del corpo, della voce e dello sguardo.
 5) Personaggio e testo - L'ultima tappa: il risultato artistico attraverso la creazione del personaggio e la costruzione di una situazione drammatica attraverso il testo.
Successivamente, nel corso degli stessi incontri saranno approfonditi:
Il melodramma - Il melodramma è una forma di teatro nata in Francia intorno alla metà del XIX secolo, nella quale gli attori esageravano le loro posture, parlavano ad alta voce con estremo pathos esaltando la corretta dizione.
Nel melodramma sono coinvolti tutti i grandi sentimenti: il bene e il male, la morale e l'innocenza, il sacrificio, il tradimento... l'obiettivo è di arrivare a una recitazione abbastanza forte da commuovere gli spettatori fino alle lacrime, attraverso l'espressione di questi grandi sentimenti. Cerchiamo di far piangere per davvero.
Il clown - "La ricerca del proprio clown, si risolve innanzi tutto nella ricerca del proprio lato ridicolo. Diversamente da altri approcci teatrali l'attore non deve calarsi in un personaggio prestabilito... Arlecchino, Amleto... ma scoprire la parte clownesca esistente in lui. Meno si difende, meno cerca di recitare un personaggio, più l'attore si lascia sorprendere dalle proprie debolezze, più il clown appare con evidenza." (J. Lecoq)
ll clown è un solitario che con il suo naso rosso porta in giro la più piccola maschera del mondo.

LABORATORIO DI SCRITTURA CREATIVA - docente: NURIA KANZIAN
da gennaio 2009

Utilizza il METODO autobiografico di “Trasformazione narrativa” per poesie, testi autobiografici – diaristici, racconti, ecc.... Si rivolge a piccoli gruppi di persone di qualsiasi età e formazione.
Gli incontri sono stati fissati nella giornata del giovedì del mese di gennaio 2009, dalle ore 18 alle ore 19-19.30 .
In linea di massima il programma è il seguente:
introduzione al metodo ed esempi; analisi di “trasformazioni narrative” ed esercizi su “stirytelling”;
tecniche e strumenti autobiografici nei sistemi letterari e culturali; pragmatica della letteratura e “letteratura recitata” o teatrale

STAGE di FORMAZIONE  TEATRALE
“INTERPRETAZIONE   DI   LIRICHE secondo STANISLAWSKY-STRASBERG e secondo BRECHT”
docente: Spiro Dalla Porta Xydias
dodici incontri  dal 16 gennaio 2009

Lo stage si propone di  avvicinare i partecipanti alle due estreme modalità di recitazione e di interpretazione di un testo. Prendendo in esame quello lirico-poetico, da un lato più complesso, ma dall'altro  più adatto alla programmazione.
Si tratta di uno stage aperto a tutti, che offre la possibilità di sperimentare i due stili, le due modalità recitative più opposte, per dare la possibilità  attraverso le due celebri teorie di Stanislawsky-Strasberg e di Brecht di intendere i modi diversi,   con cui un testo può venire interpretato. E cimentarsi in essi. Portando l'attore ad integrarsi in una modalità recitativa. Assommando la recitazione personale al messaggio dell'autore.      
La partecipazione allo stage implica da parte dell’allievo un necessario grado di disponibilità e una presenza continuativa.

LABORATORIO TEATRALE - docente Aldo Vivoda
(settembre - dicembre 2008)

Il laboratorio si propone di sviluppare un percorso formativo che fornisca degli strumenti per affrontare in modo autonomo il teatro.
Per chi l'ha già scoperto e ama il teatro e per chi ancora non sa di amarlo, ma lo intuisce solo, perché in fondo, dentro di ognuno di noi, c'è la voglia di partecipare a una passione che ci afferri per mano e ci accompagni per strada o verso un palcoscenico, grande o piccolo che sia.
Si tratta di un laboratorio teatrale aperto a tutti che dà la possibilità di sperimentare, divertendosi, elementi teatrali d'improvvisazione e l'uso del corpo, della voce e del testo.
Obiettivo del laboratorio è riscoprire la propria creatività, usando semplicemente le risorse personali, come l'istinto, in una situazione dove ricercare o affinare le forme di comunicazione individuali, dando libero sfogo alla propria voglia di esprimersi.
Al teatro ci si avvicina per i motivi più diversi, anche per vincere la paura atavica della timidezza e del rapporto con gli altri.
E' uno strumento per acquistare sicurezza, conoscere il proprio corpo, la propria mente, per esercitare la propria lingua, star bene con se stessi e con gli altri. E' al tempo stesso un'esperienza di apprendimento e di divertimento.
Il gioco serio del Teatro.
Programma Laboratorio.
 1) Ludico a teatro - Attraverso il gioco ognuno scopre le proprie caratteristiche teatrali. Ogni persona ha in se un potenziale comico-tragico.
 2) Momento Presente - Un momento vitale è il momento presente…Se rimaniamo“qui e ora” centrati sul processo creativo senza pensare al risultato, e alle parole prestabilite, possiamo semplicemente rilassarci nel sentire e creare.
 3) Improvvisazione - L'improvvisazione teatrale non è né un ripiego né una soluzione provvisoria. Il suo obiettivo è catturare dalla vita di ciascuno la spontaneità delle reazioni che seguono una situazione determinata.
 4) Maschere -  La maschera obbliga l'attore ad un doppio lavoro: la ricerca della verità di uno stato d'animo e la traduzione di questa emozione in segni del corpo, della voce e dello sguardo.
 5) Personaggio e testo - L'ultima tappa: il risultato artistico attraverso la creazione del personaggio e la costruzione di una situazione drammatica attraverso il testo.

STAGE SULLA DIZIONE E SULLA VOCE DELL'ATTORE - docente: Sandro Rossit
dal 7 giugno 2007 

Si tratta di uno stage da collocarsi a un livello superiore rispetto ai corsi base di formazione e di avviamento alla pratica teatrale; è rivolto a un numero limitato di partecipanti, in questo caso appartenenti tutti all'Associazione Culturale “Teatro incontro”; è articolato in due lezioni settimanali di almeno due ore per ogni lezione e per la durata complessiva di quattro settimane, a partire dal 7 giugno fino al 3 luglio 2007.
Pur nell'impossibilità di esaurire l'intera e complessa materia in questione, l'obiettivo dello stage è quello di determinare in ciascun allievo non solo un arricchimento del suo bagaglio di conoscenze teoriche, ma anche e soprattutto un costante miglioramento delle sue capacità espressive, che andranno di volta in volta dimostrate concretamente nell'ambito di ogni lezione.
In particolare, i contenuti dello stage riguarderanno:
a) la conoscenza delle principali regole della dizione, finalizzate soprattutto alla correzione della parlata triestina;
b) l'esercitazione individuale attraverso una serie di frasi collegate alle regole medesime e caratterizzate da una progressiva complessità fonetica;
c) l'interpretatzione di alcune delle suddette frasi, sulla base di situazioni “teatrali” stabilite in partenza e motivate da una scelta personale;
d) l'esplorazione, il potenziamento e il controllo delle proprie risorse vocali, attraverso un training basato su esercizi individuali o di gruppo, in rapporto costante con la respirazione;
e)  la proposta di azioni e improvvisazioni sceniche grazie alle quali lo strumento della propria voce riesca gradualmente a superare l'ambito essenzialmente fisico, inglobandolo in un processo dall'effettivo impatto emozionale. 

MUOVERE IL CORPO SIGNIFICA MUOVERE LA MENTE - docente: Luca Quaia

LABORATORIO TEATRALE
L’attività di laboratorio ha l’obiettivo di migliorare la conoscenza del corpo e le capacità di espressione gestuale del singolo e di tutto il gruppo. Il lavoro viene diviso in due sezioni. Training dell’attore: il proprio corpo e quello degli altri, il rapporto del corpo con lo spazio, l’espressività, l’ascolto e il controllo del corpo e degli altri corpi, ricerca e scoperta della propria fisicità, l’improvvisazione fisica, l’improvvisazione collettiva, analisi del lavoro.La voce: il respiro, la conoscenza della propria voce, esercizi per il potenziamento della voce, la dizione, l’espressività e l’improvvisazione vocale, l’intonazione, il canto, l’uso della voce rispetto al corpo. Il laboratorio teatrale inizia con esercizi puramente fisici che servono essenzialmente a imporre all’allievo un’attenzione particolare e diversa dal solito nei confronti del proprio corpo, in modo da sviluppare la capacità di ascoltarlo e di controllarlo. Questa fase è molto importante e serve a far comprendere all’allievo che per poter recitare bisogna essere delle ottime marionette ma anche degli ottimi marionettisti, per poter entrare ed uscire dalle emozioni interpretative senza subirle passivamente. La fase immediatamente successiva è quella di un lavoro dedicato alle singole parti del corpo (dai piedi alla voce) in modo da acquisire un buon rapporto con la propria fisicità e renderla subito disponibile a rapportarsi con le fisicità degli altri, potendo così iniziare a lavorare su rapporti a due e di gruppo. Proprio questa è la fase più importante del laboratorio quella cioè che prevede che le diverse personalità e fisicità comincino a rapportarsi scenicamente per poter iniziare a raccontare una storia, dire una frase o fare un gesto all’interno di un rapporto scenico composto da uno o molti personaggi.
Particolare attenzione viene data al lavoro di gruppo evitando aspirazioni velleitarie dei singoli o manie di protagonismo in quanto il teatro si fonda sul rapporto scenico di persone/personaggi e non sulle capacità singole.
 Altrettanta attenzione viene data all’inserimento della parola all’interno del gesto cercando di svuotarla di significato e lavorando puramente sull’emissione sonora trattandola esattamente come una qualsiasi altra parte del corpo, usando esercizi particolari per allenarla svilupparla e conoscerla. Poi attraverso il gesto verrà inserito il significato e quindi l’emozione interpretativa.Il Laboratorio è aperto ad un gruppo di persone da un minimo di 10 ad un massimo di 15, ha una durata di tre mesi con 4 incontri mensili di 3 ore ciascuno. 

TECNICA  E  CREATIVITA’  VOCALE - docente: Alessandra Franco
dal 15 /2 al 5/4/2005 8 incontri

Il corso, diviso in otto lezioni di un'ora e mezza -  due, ciascuna , propone di approfondire lo studio di  diverse tecniche vocali e di respirazione. Il suono verrà affrontato come materia da modellare attraverso il gioco ed esperimenti sul colore in relazione all'emissione  (giochi su spartiti - disegni ispirati a  John Cage, preparati appositamente per l'esercizio). Si affronterà inoltre l'utilizzo dei risuonatori del corpo e la concentrazione del suono in certi punti piuttosto che in altri, i passaggi di registro senza traumi, l'apertura della gola, le diverse possibili velocità dei vibrati, e si faranno prove pratiche sulle vocalità popolari in diverse etnie.
 

LA VOCE TEATRALE - docente: Mariella Terragni
19, 20, 21/3/2004, 16,17,18/4/2004
TONO, RITMO, VOLUME ED INTENSITA’

La voce è il primo mezzo di comunicazione umano, una componente fondamentale della nostra personalità, una caratteristica individuale suscettibile ad infinite modulazioni attraverso: tono, ritmo, volume ed intensità. Per un attore la voce è sicuramente uno dei cardini della propria formazione, potremmo definirla quasi “un prolungamento del corpo”.
Chi è in platea deve capire ciò che viene detto in scena, deve sentirsi circondato dalla voce dell’attore il quale deve trasmettere le emozioni che tutto il corpo, lo sguardo, l’atteggiamento fisico ed emotivo del personaggio stanno già esprimendo.
La tecnica bene applicata ci aiuta ad ampliare la nostra estensione vocale, a variare i colori della voce, a regolarne i toni ed i volumi, a renderla forte e sicura. .La chiarezza della comunicazione è determinante per l’attore e il teatro stimola i rapporti tra sé e gli altri e può essere considerato uno dei mezzi di “comunicazione” più autentici e nel teatro tutti i linguaggi concorrono a dare espressione al testo: dal mimico – gestuale, al figurativo, al musicale…
Questo corso si prefigge il compito di approfondire il linguaggio verbale e di conoscere meglio le regole fondamentali della fonetica e della dizione.
Essendo lo stage breve, ma ricco di informazioni, si è pensato  di riproporre il percorso nel mese di aprile, per permettere a chi ne avvertisse l’esigenza, di approfondire la materia. 

STORIA DEL TEATRO - docente: Elisabetta Gustini
9,10,11/1/ 2004,6,7,8/2/2004
IMMEDESIMAZIONE E RACCONTO EPICO

Gli incontri propongono un lavoro diretto su alcuni capisaldi della storia del teatro occidentale per approfondire le diverse modalità di interpretazione che un attore può proporre durante la sua performance. L’indagine mira soprattutto a svelare la profonda differenza tra l’immedesimazione ed il racconto epico: vedremo come i due approcci non sono così contrastanti come vuole la tradizione ed alcuni testi che verranno presi in esame ne sono la prova eclatante.
L’attore che intende comunicare un testo letterario drammatico al suo pubblico potrà sperimentare alcune tra le più diffuse tecniche di comunicazione e potrà metterle a confronto in modo da costruire concretamente un bagaglio di esperienze utili nella pratica dell’esercizio sulla scena.
I testi presi in esame verranno analizzati dal punto di vista storico, inquadrando l’autore nel suo tempo, dal punto di vista drammaturgico, ma soprattutto dal punto di vista dell’attore, evidenziando le possibilità che l’esecutore ha per rendere efficace la sua messa in scena.
L’analisi delle possibilità dell’attore e delle sue scelte di interpretazione viene confrontata con la figura del regista che ha subito un’evoluzione radicale nel corso del XX secolo rendendo molto interessante l’indagine della complessa relazione che si crea tra attore e regista durante l’allestimento di un testo teatrale. 

FARE PERSONAGGIO - docente: Barbara Sinicco
11,12,13 aprile 2003
DAL MONOLOGO AL RACCONTO

Laboratorio teatrale sul personaggio e il narratore. Il personaggio è un carattere che spesso sulla scena può essere anche molto diverso da noi, vive un suo mondo interiore, rappresenta la sua storia davanti a un solo spettatore o a centinaia con la stessa partecipazione emotiva. Il narratore ha il nostro nome, la nostra voce, può forse avere un’altra storia, ma si presenta davanti al pubblico senza difese, se non quella della forza del racconto che ha da raccontare. Tra le due figure, naturalmente, una ampia schiera di contaminazioni, di prove e sperimentazioni. Il laboratorio si propone di affrontare le differenze tra le tecniche usate dal narratore e dall’attore, si prenderanno alcuni testi di riferimento e si troveranno nuove storie da raccontare. E’ aperto a chi si avvicina al teatro per la prima volta e a chi vuole approfondire alcune tematiche. 

DRAMMATURGIA D’ATTORE - docente: Fernanda Hrelia
21,22,23 marzo 2003
Il rapporto autore-attore

A volte è l’attore stesso che compone, scrivendo con la sua arte in scena, creando con il suo corpo e col suo essere, personaggi e situazioni originali senza la mediazione di alcun scrittore.  Sono attori che possiedono padronanza dei propri mezzi espressivi, creatività e fantasia. Lo stage propone un lavoro intensivo sulla tematica “rapporto autore – attore” mediante la presentazione di “esercizi di scrittura” e le metodologie per iniziare a scrivere in scena. Dall’improvvisazione, a una prima costruzione del personaggio, fino alla stesura finale di un testo, che solo in un secondo momento diviene “parola scritta”. Lo stage è consigliato ad attori in formazione. 

GIOCO E IMPROVVISAZIONE - docente: Massimo Serli
14,15,16 febbraio 2003
Il gioco dell’improvvisazione

Fin da quando al mattino scendiamo dal letto, sebbene la nostra “parte” sia già un po’ scritta, non facciamo altro che improvvisare. Fin dagli albori della commedia dell’arte, l’improvvisazione è stata la forma di elaborare e rappresentare storie e così anche in altri linguaggi, come nel campo musicale, dove nel jazz è stata assunta a forma principale di creazione e scrittura. Il laboratorio si propone di esplorare, attraverso  il mettersi in gioco divertendosi, le varie opportunità e i meccanismi che ci danno la possibilità di essere allo stesso tempo drammaturghi, attori e registi di noi stessi. 

USO DELLA VOCE - docente Chiara Minca
7, 8, 9, marzo 2003
Il corpo che risuona

Il corpo è una meravigliosa “macchina sonora”, che ci permette di metterci in relazione con il mondo attraverso le vibrazioni fisiche dell’aria. Scoprire le diverse possibilità che ognuno ha di “risuonare”, trovare la nostra voce originaria: questo è il percorso di ricerca che l’incontro propone, attraverso un ascolto diverso di sé e degli altri. E’ una possibilità di trovare il proprio strumentario, e di poterlo usare al meglio nella comunicazione teatrale. 

CORSO DI REGIA - docente: Sandro Rossit
ott/nov/dic 2003








 
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